Omicidi selettivi, ucciso bodyguard di Maduro

 

Geraldina Colotti, 5.5.2014 “Il Manifesto”

Venezuela. Ferita in un agguato degli oltranzisti una nota giornalista

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Omi­cidi selet­tivi in Vene­zuela. L’eventualità torna ad affac­ciarsi dopo l’assassinio del tenente scelto, Marco Anto­nio Cor­tez Caria, 29 anni, che faceva parte della scorta pre­si­den­ziale. Cor­tez è stato ucciso dome­nica in auto­strada, dopo aver lasciato un Cir­colo mili­tare nella capi­tale. Nello stesso giorno, a Mara­cay (nello stato Ara­gua), è sfug­gita a un agguato una gior­na­li­sta tele­vi­siva, Lla­fran­cis Colina, volto noto della tra­smis­sione gio­va­nile «Zurda Kon­ducta». Un pro­gramma nuovo e bat­ta­gliero, che coniuga satira e inchie­sta poli­tica. Colina, detta «la negra», durante la tra­smis­sione ha spesso inda­gato e preso di petto i respon­sa­bili delle pro­te­ste vio­lente con­tro il governo che – dalla prima set­ti­mana di feb­braio a oggi — hanno pro­vo­cato 41 morti. Fra le vit­time, anche la madre, morta d’infarto per­ché le «gua­rim­bas» (bar­ri­cate di chiodi, cemento e spaz­za­tura data alle fiamme) le hanno impe­dito di rag­giun­gere l’ospedale. Secondo gli inqui­renti, Colina è scam­pata a un atten­tato, e alcuni sospetti sono già in carcere.

Il 25 aprile, nello stato di Miranda, è stato tor­tu­rato e ucciso Elie­zer Otaiza, figura sto­rica del cha­vi­smo, ex respon­sa­bile dell’intelligence: con moda­lità tipi­che del para­mi­li­ta­ri­smo, ha detto il mini­stro degli Interni Miguel Rodri­guez Tor­res. Dopo que­sti due ultimi epi­sodi, Tor­res ha avan­zato l’ipotesi che «il piano cospi­ra­tivo con­tro il Vene­zuela stia entrando nella fase degli omi­cidi selet­tivi». Lo con­fer­me­rebbe il qua­dro delle inchie­ste in corso e le indi­ca­zioni emerse dall’arresto di 58 stra­nieri: alcuni pro­ve­nienti da fuori, altri resi­denti in Vene­zuela e legati ai ser­vizi segreti di altri paesi. Azioni pia­ni­fi­cate da lungo tempo, aveva detto il mini­stro al mani­fe­sto, citando la cosid­detta «festa mes­si­cana» dell’estrema destra.

Qual­che giorno fa, ha mostrato in tele­vi­sione alcune mail inviate dall’avvocato Arroyo al fac­cen­diere Burelli, il 20 otto­bre del 2010: per orga­niz­zare la riu­nione dell’estrema destra nella capi­tale mes­si­cana, a cui hanno ade­rito alcuni diri­genti stu­den­te­schi oltran­zi­sti e diversi poli­tici. Molti di que­sti – ha detto Tor­res – sono oggi in campo con gli stessi obiet­tivi con­tro Maduro. «Esat­ta­mente 10 anni fa – ha aggiunto – un gruppo di mili­tari e civili si è riu­nito al 204 della via Los Jar­di­nes del Coun­try club insieme al para­mi­li­tare José Ayala. Allora inten­de­vano bom­bar­dare il coman­dante Hugo Cha­vez durante il pro­gramma ’Alo, pre­si­dente’ e sca­te­nare una guerra civile. Alcune di que­ste per­sone ora ten­tano con gli stessi metodi di rove­sciare il governo Maduro». Secondo i docu­menti di Wiki­leaks, il diri­gente di Volun­tad Popu­lar Leo­poldo Lopez, ora in car­cere, è citato almeno 77 volte nei tele­grammi diplo­ma­tici degli Usa.

E un’altra lea­der dell’opposizione oltran­zi­sta, Maria Corina Machado, non ha mai fatto mistero dei suoi legami con i fal­chi del Pen­ta­gono e con l’estrema destra lati­noa­me­ri­cana. «Ogni volta che Lopez andava in Colom­bia – ha detto Tor­res – si incon­trava con Uribe e se qual­cuno s’intende di vio­lenza, falsi posi­tivi e spa­ri­zioni for­zate, quello è lui».

Uribe, eletto sena­tore per il Cen­tro demo­cra­tico, ha respinto le accuse. Nella sua inchie­sta set­ti­ma­nale, il noto gior­na­li­sta José Vicente Ran­gel ha invece sup­por­tato le affer­ma­zioni del mini­stro Tor­res par­lando di una «con­cen­tra­zione di para­mi­li­tari colom­biani pronti a entrare in Vene­zuela a fine mag­gio per diverse vie». D’altronde – ha ricor­dato Ran­gel – pre­sto usci­ranno dal car­cere colom­biano circa 400 para­mi­li­tari, fra i quali uno dei loro capi sto­rici, Julian Boli­var. Tutti legati all’uribismo.